Sfruttare i bacini idrici per la realizzazione di impianti fotovoltaici non è una assoluta novità: India e Giappone hanno già intrapreso questa strada mentre la Gran Bretagna detiene ad oggi il record dell'impianto galleggiante più grande al mondo. Questo tipo di struttura permette di realizzare impianti di grande dimensione ed elevata capacità produttiva senza consumo di suolo.

Anche il Brasile scende ora in campo, con il primo impianto fotovoltaico costruito su una diga idroelettrica e più precisamente sulla diga di Balbina, in Amazzonia. L'impianto avrà 1 MW di picco e la sua capacità verrà in seguito portata a 5 MW. Un secondo impianto è in programma anche sulla diga di Sobradinho, a Bahia.

La scelta delle dighe apre nuove prospettive: il vantaggio diretto non si limita al risparmio di suolo. Il Brasile è preda ormai da lungo tempo di una forte siccità, la quale rende la produzione di energia tramite centrali idroelettriche difficoltosa. Questi impianti risultano quindi sottoutilizzati: da qui l'idea di sfruttare l'energia del sole e tutte le infrastrutture già esistenti in loco per la trasmissione dell'energia prodotta.

La superficie è impressionante: i pannelli si estenderanno per oltre 50mila metri quadri sulla diga, con la previsione di fornire al Brasile 10MW di energia pulita entro la fine del 2019.