Le fonti di energia rinnovabile costituiscono un effettivo risparmio, o sono una bolla destinata a implodere? La domanda accompagna ormai da molti anni il dibattito sull'energia, con risposte spesso discordanti. Oggi, un nuovo studio aiuta a fare chiarezza, confermando che le rinnovabili sono già una risora più economica delle fonti fossili e spiegando perché questo divario è destinato a crescere nel corso dei prossimi anni.

 

All'interno del report “End of the Load for Coal and Gas?”, Carbon Tracker conferma che eolico e fotovoltaico sono, ad oggi, più competitivi rispetto alle fonti non rinnovabili e che la tendenza sarà quella di una crescita di questo divario.

A fare la differenza è un dato per la prima volta preso in considerazione da studi di questo tipo, ovvero l'evoluzione del fattore di carico delle centrali a gas e a carbone negli ultimi anni. Cosa significa?

Negli ultimi anni, le centrali termoelettriche hanno lavorato sempre meno, a causa un percorso di decarbonizzazione in corso e in rafforzamento nei prossimi anni. Di conseguenza, gli impianti lavorano sempre più raramente al pieno delle loro potenzialità, perdendo competitività sul mercato.

Lo scenario futuro, secondo l'indagine di Carbon Tracker, è nettamente a favore delle fonti rinnovabili, con due macro fattori. Da una parte, è presumibile che eolico e fotovoltaico continuino a migliorare le proprie prestazioni, con una richiesta di investimento iniziale in calo.
Dall'altro lato, una diminuzione del costo di gas e carbone è possibile, ma alquanto improbabile: ad oggi le fonti fossili non sembrano in grado di contrastare il divario.