L'attesa di novità relative alle detrazioni fiscali per riqualificazioni e per ristrutturazioni ha fatto in modo, in queste settimane, che entrambi i termini diventassero particolarmente diffusi. Se ne sente parlare sempre di più, ma conosciamo davvero le differenze? E quale delle due soluzioni è più vantaggiosa?

Partiamo dalle diversità: la ristrutturazione è un insieme di interventi volti a modificare una struttura, oppure a ripristinare parti danneggiate o usurate. La miglioria prevista può essere estetica o funzionale.

La riqualificazione prevede invece, come risultato degli interventi, non solo un ritorno alla funzionalità iniziale o un cambiamento estetico, ma anche un miglioramento delle prestazioni energetiche concreto e misurabile, che si traduce in un risparmio in bolletta.

La riqualificazione energetica per un doppio guadagno

Quando si decide di effettuare un intervento di riqualificazione energetica, si decide di investire su un doppio guadagno: da una parte si inizia a risparmiare immediatamente in bolletta, tagliando le spese anche dell'80%. Dall'altra, riqualificare significa dare maggiore valore alla propria casa, permettendole di raggiungere un valore di mercato molto più alto di quello di partenza.

Cosa scegliere per un investimento a lungo termine?

La scelta di ristrutturare un immobile, ovvero di mettere in atto una serie di interventi che ne migliorano l'estetica e il confort abitativo, ma non le prestazioni, ha un ritorno molto economico ridotto nel lungo termine.

La riqualificazione, al contrario, permette di aumentare il valore di mercato dell'immobile, rendendolo competitivo con le nuove costruzioni di classe energetica alta e dai bassi consumi, per un guadagno destinato a mantenersi a lungo nel termine.